“Tutti passiamo attraverso una potente programmazione inconscia – che i più chiamano “educazione” – la quale, però, non riesce mai a domarci fino in fondo. Una scintilla delle origini rimane sempre accesa in noi e, arrivati a un certo punto, possiamo coltivarla per ritrovare noi stessi e ridestarci da un sonno ipnotico.”

Il risveglio, in qualunque modo accada, ci permette di andare oltre l’illusione, iniziando ad osservare come la realtà interiore sia strettamente correlata ed interconnessa con la realtà esteriore. Iniziamo a riconoscere come l’una sia lo specchio e proiezione dell’altra, e come non si possa intervenire nell’una senza cambiare l’altra. Il nostro compito infatti non è trovare la verità, ma “osservare” e quindi riconoscere tutto ciò che ci impedisce di ricordare la Verità. Non si tratta di sapere di più, ma di esprimere di più. Possiamo infatti solamente dissolvere le illusioni, così che ciò che è reale, immutabile, emerga naturalmente. Cadranno allora molte sovrastrutture che abbiamo costruito attorno a al nostro vero “Sé”, a protezione; ma quelle alte mura sono diventate poi la nostra prigione. Il vero problema è che “voi non vi ricordate di Voi”. La distorsione è una minaccia perenne per la vera comprensione. L’illusione crea distrazioni, dipendenze, aberrazioni, maschere. Il risveglio ci permette di guardare oltre tutto ciò.

Il percorso di risveglio della coscienza fa emergere il Maestro interiore, quella parte di noi che sa, conosce e vive in verità la sua essenza. Il Maestro risvegliato attinge a nuovi strumenti e a nuovi potenziali: collabora con la creazione e ne diviene parte attiva e co-creativa. Non pone più il suo riconoscimento all’esterno, ma dall’interno esprime ciò che è. Ora sa che la ricchezza non si riceve dall’esterno, ma si dona all’esterno, incondizionatamente. E ciò che dona riceve. È un radicale cambio di paradigma. È questa la trasmutazione del vecchio uomo che si muove modificando l’esterno, nel nuovo uomo che dall’interno modificherà l’esterno. Dallo spirito alla materia, questa è l’onda del cambiamento.

Jhonny

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