SE NON POTETE ANDARE FUORI, ANDATE DENTRO.
Strumenti per una corretta pratica meditativa.

La meditazione non è un’opzione. Molti ancora non ne riconoscono il valore e il grande potenziale, per cui la praticano saltuariamente o non la praticano affatto. Ma la meditazione è assolutamente necessaria, e deve essere fatta in maniera disciplinata, con la stessa regolarità con cui andiamo a dormire. Il saggio indiano Muktananda ha scritto: “Non vi è nulla di più grande della meditazione; non vi è sentiero più facile. La meditazione è più grande dei discorsi sulla spiritualità. Le parole forbite sono come le ricette deliziose che trovi sui manuali di cucina. Se ti limiti a leggerle e non cucini nulla, morirai di fame.” Purtroppo per una mente occidentale educata al fare, non agire diventa un grosso ostacolo. La meditazione infatti è proprio questo: rimanere fermi, immobili, rilassati ed osservare tutto ciò che accade. La mente non accetta questa condizione. Si sente inutile e inizia a dire: “Stai perdendo il tuo tempo! Che cosa stai facendo? Quello che stai facendo non ha alcun senso! Fai almeno qualcosa, leggi un bel libro, guarda la tv, esci a fare un giro”. Ma, con questo servitore indisciplinato, non c’è altro da fare se non questo: stare semplicemente a guardare. In apparenza può sembrare una soluzione troppo semplice per un problema tanto complicato; ma questo fa parte dei misteri dell’esistenza. Il buddha infatti diceva: “Se le luci della tua casa sono accese, i ladri non si avvicinano sapendo che il padrone è sveglio”. Non devi fare altro che osservare!

La meditazione è proprio questo: osservare. Per me esiste soltanto una meditazione in tutto il mondo, e cioè l’arte dell’essere testimone.

Ma, dalla mia esperienza, l’osservazione non può essere concentrazione. Infatti qualsiasi meditazione che ti porti a una profonda concentrazione è sbagliata. Più ti concentri su qualche cosa, più escludi qualcos’altro. Meditazione è consapevolezza e consapevolezza è allargare lo spazio all’intera esistenza, e non confinarla in un piccolo particolare. Pertanto meditazione non è concentrazione, ma rilassamento. Rilassati, più ti rilassi più sarai aperto, recettivo e più aumenterà la qualità della tua osservazione. Esistono molte tecniche di meditazione, ma tutte hanno lo stesso denominatore comune: risvegliare l’osservatore che è in te, aprirti alla consapevolezza, aumentare il tuo livello di presenza. Fai attenzione però! Qualunque strada percorrerai, qualunque tecnica adotterai, che sia la meditazione vipassana, zen, taoista o altro, ti deve dare gioia, maggiore sensibilità, maggiore consapevolezza, più presenza consapevole e un senso di immenso benessere. Questo è il solo criterio per sapere che sei sul sentiero giusto.

La qualità dell’osservazione

Tu pensi, parli e agisci. Ma quanto sei presente a te stesso mentre lo fai? Qual’è il tuo livello di presenza? Molti aspetti della tua vita sono stati conferiti alla tua mente, che li gestisce in modo automatico e ripetitivo. Tu agisci, ma l’azione è priva della tua presenza. Il software nella tua mente si occupa di tutto. Tu parli, cammini, lavori, ma in realtà è l’automa che fa tutto questo. Tu dove sei? La tua mente ti tiene lontano da questo momento: pensi a ciò che è stato o stai programmando ciò che dovrà essere. Di certo non sei qui, in questo momento! La meditazione ci riporta nel momento presente. Ecco perchè qualunque cosa tu fai e in qualunque momento della tua giornata può essere vissuto in “consapevolezza”. Ed è la qualità dell’osservazione, il livello di presenza, l’intensità e il contatto che crei con questo istante che portano in te pace, gioia, intuizione e armonia. Puoi così vivere da sveglio e uscire dall’ipnosi e dell’addormentamento collettivo che ti fanno vivere conformato in un sistema basato sulla paura e sui limiti.

La meditazione ti apre ad altre dimensioni

 La tua vita è una recita. La tua identità – questo insieme che cerchi di sistemare, di aggiustare, di migliorare – è solo una recita. Oltre a questo però c’è dell’altro, c’è qualcosa di molto più vasto. Con la meditazione puoi andare oltre la recita, riconoscendo i fili invisibili che muovono la realtà. Inizierai piano piano ad osservare come questi fili compongono una trama, un intreccio, una rete di connessioni ben precisa nella quale realtà visibile e invisibile interagiscono e comunicano.

La meditazione è la porta di accesso ad altre dimensioni dell’essere. Non sono esterne a te, ma coesistono in te.

Devi però farne prima l’esperienza per prenderne poi consapevolezza. Non le devi cercare, nessuna mappa mentale le può infatti esplorare. Sono oltre i confini della mente, in un multiverso chiamato “non mente”, o “vuoto”. Devi solamente rimanere aperto, vigile. Accogli, lascia che sia, “regalati” questo momento. In inglese infatti presente si dice “present” che si traduce anche con dono. Questa è la porta da attraversare, e la chiave che apre la porta è la consapevolezza. Più la espandi, più si espande il “campo” – o spazio – delle infinite possibilità, perchè tutto prende vita attraverso di te. Devi però essere disposto a credere in questo, a guardare oltre i limiti, le regole e le tue credenze. E se non fossi tu infatti a muoverti nel tempo, ma fosse il tempo che si muove attraverso di te? Se non fossi tu che vai verso qualcosa, ma fosse quel qualcosa che viene a te?  Sei in grado di allargare il tuo orizzonte percettivo fino al punto di accogliere l’ipotesi che l’Adesso non è solo un evento unico che ha il potenziale di cambiare la vita, ma può essere invece composto di molti eventi simultanei? E se tutto stesse accadendo proprio ora? Quindi cos’è questo momento? La mia risposta è: una possibilità di scelta per la coscienza, tra le infinite possibilità che coabitano questo momento, l’Adesso. Sempre più studi e ricercatori stanno dando spessore a queste teorie – scienziati del calibro di Fred Alan Wolf e Richard Feynman o Jeffrey Satinover – evidenziando l’esistenza di molti risultati possibili per un singolo evento. Quindi la cosa più importante per te è riconnetterti a questo momento, e la meditazione è la tua grande opportunità.

 La pratica meditativa

 La meditazione non è fare qualcosa, ma è la totale assenza del fare. È un semplice fermarsi e osservare. La totale inazione. Rimanere fermi, seduti e rilassati. Rimanere sospesi nel vuoto, nel silenzio, nella quiete. Non è richiesto alcun fare, non è richiesta alcuna capacità o risultato. La meditazione non ha infatti alcuno scopo, perché ogni obiettivo è un bisogno della mente, che applica le sue regole a ogni cosa e vuole che ogni cosa risponda alle sue regole. Ma la meditazione non ha regole, proprio perchè non può appartenere alla mente. Il tuo risveglio non può avvenire pertanto attraverso la mente, perché è la risultante della non mente. Solo nella non mente incontri l’essenza, l’origine, il tutto.

La meditazione cambia tutto

Mentre mediti sei nella scoperta di te stesso. Esci dall’illusione per incontrare la verità. Ti ritiri dalla realtà esterna per immergerti nelle profondità del tuo oceano interiore. Quando mediti smetti di scappare. Non ne hai più bisogno, in definitiva stavi scappando da te stesso. Che senso ha? La soluzione è dentro e non fuori. Quindi perchè continuare a vagare nel tentativo di salvarti da qualcosa o di realizzarti in qualcosa? La soluzione non è lontano nel tempo. La meditazione infatti può accadere solo qui e ora, fuori dall’illusione del tempo. Il tempo è mente: la mente esiste di passato e di futuro; non ha alcuna esperienza del presente. La mente vive orizzontalmente, mentre la meditazione è verticale. La mente vive nello spazio e nel tempo e si muove linearmente, mentre la meditazione si muove nell’eternità e nella circolarità. La meditazione è lo spazio senza tempo nel quale puoi sostare, qui, ora, così come sei. Sei qui, e questo è il tuo momento, l’unico eterno momento. Entri nell’adesso, questo istante. Esso ti accoglie così come sei e accoglie la tua vita così com’è! Questo momento ti chiede solo una cosa! Di essere autentico, di non fingere, di non mentire.

Quando mediti, tutto si ferma con te e tutto ti è nuovamente vicino. Non c’è più nulla da inseguire là fuori, non c’è salvezza là fuori. La meditazione ti riconnette alla verità e alla vera natura dell’esistenza. In questa ritrovata consapevolezza la mente si acquieta e la coscienza si espande. L’illusione ti ha portato lontano, a perderti in una realtà distorta e fragile. Con la meditazione ritrovi la via che è oltre la mente, e ricompare in un semplice respiro, in un battito del tuo cuore, ma quel suono è l’origine della vita, è l’origine di tutto ed è il più grande mistero dell’esistenza. Nella meditazione c’è il mistero e c’è il miracolo. Un mistero che non puoi capire, ma che puoi solamente vivere. La meditazione è la Via che ti apre alla consapevolezza della tua natura essenziale. Toglie il superfluo. Ti spoglia dell’eccesso. Ti riporta alla semplicità.  Per esplorare l’Assoluto, per incontrare la verità devi percorrere il sentiero della meditazione. È un sentiero stretto che tocca due mondi: il mondo della materia e il mondo dello spirito. Con la meditazione li attraverserai entrambi, per comprendere che non sono separati, ma che l’uno è l’estensione dell’altro. Trascendi così la dualità della tua mente, per ritrovare l’unità dell’anima. La meditazione è sia il vuoto nel quale la mente si spegne, ma è anche la pienezza nella quale la coscienza si accende. In essa ti perdi per poi ritrovarti. Solo da questa ritrovata consapevolezza puoi conoscere la compassione. Atisha un lama tibetano, diceva infatti, “consapevolezza all’interno, compassione all’esterno.” La compassione attiva in noi un processo di osmosi tra l’energia del corpo, della mente e dell’anima, così da favorire equilibrio e guarigione. È questo un processo naturale ed avviene senza che tu debba fare nulla. Meno intervieni, più avverrà con semplicità. Tu osserva semplicemente, entra in uno stato di quiete, abbandonati nel vuoto del tuo respiro, non interferire, non controllare, non giudicare. Lascia che sia. E tutto improvvisamente è.

La meditazione è infatti la porta d’accesso al mistero più grande che esista: te stesso. Medita dunque, osserva ogni aspetto di te. Abbraccialo, contemplalo, vivilo. Ogni granello di polvere che ti compone è parte del mistero che ti ha creato e che vuole in questo momento rinascere in te ed attraverso di te. È il ritorno alla sorgente. È l’unità con il divino che è in noi ed è noi. Quello che accade è la realizzazione del Sé. È la consapevolezza dell’Io sono. Raggiunta questa consapevolezza anche la tua pratica meditativa cambierà. La meditazione infatti ha un inizio, ma non ha una fine. La tua stessa vita può divenire una meditazione vivente. Non più spazi programmati, ma ogni attimo sarà pieno della tua totale presenza. Questo è lo stato “risvegliato” questo è lo stato “illuminato”, questo è lo stato di “pura coscienza”. Nel miracolo della meditazione ti sei ritrovato, nel miracolo della meditazione ti sei manifestato.

Per una buona pratica meditativa

Quando entri in meditazione, non portare nulla con te, spogliati di tutto, di ogni preconcetto, bisogno, desiderio, aspettativa; più vuoto sarai, più quel vuoto sarà pieno di te, della tua presenza, della tua essenza. Poni solo attenzione a questi tre semplici aspetti, assolutamente necessari perché la meditazione accada con naturalezza: rilassamento, osservazione e assenza di giudizio.

Primo aspetto. Innanzitutto rilassati, se sei teso, quella tensione ostacolerà la meditazione. Quindi prima di tutto fa in modo che il tuo corpo non sia contratto, teso e se lo è aiutalo con qualche esercizio così che possa lasciare andare ogni tensione. Quando il corpo è rilassato, siediti in una posizione comoda, avendo l’avvertenza che la colonna vertebrale sia completamente diritta e che il mento sia parallelo al pavimento. Se non riesci a mantenere la posizione del loto o del mezzo loto, non importa, distendi le gambe, o stai seduto su una sedia. L’importante è che sia rilassato.

Secondo e terzo aspetto. Osserva ogni movimento, tutto ciò che si muove dentro di te, ogni pensiero, ogni emozione; osserva, ma non identificarti con nulla. Qualunque cosa ti attraversi non entrarci dentro, rimani distaccato, non lasciarti coinvolgere; il coinvolgimento è sempre creato dal giudizio o dall’interpretazione che ne dai. Osserva e non giudicare. Osserva e rimani presente, vigile e se ti capita di perderti nel labirinto dei pensieri o delle tue emozioni riprendi contatto con il respiro. Ritorna nella presenza grazie all’osservazione del respiro. La respirazione consapevole è meditazione essa stessa, e ti può aiutare a ritornare nel momento presente.

Jhonny

Per approfondire:

Tu sei il centro di tutto

AUDIOLIBRO – Le cinque perfezioni dell’istante presente

 

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