Quanta tensione c’è sempre in noi e attorno a noi!

Siamo come tanti palloncini così pieni d’aria che basta un piccolo tocco per scoppiare. La tensione aumenta mano a mano che sovraccarichiamo il nostro sistema energetico, al tal punto che non riusciamo più a controllarlo e ad un certo momento tutta questa energia deve trovare un’uscita, uno sfogo. E di soli- to il risultato non è positivo.
Abbiamo uno stile di vita basato su frenesia e velocità.
Con la nostra carota davanti agli occhi continuiamo a correre velocemente allungando le mani nel tentativo di a errarla.
E anche quando durante la giornata avessimo del tempo per rilassarci, non siamo in grado di farlo. Perché? Semplicemente perché pensiamo di sprecare il nostro tempo.
Non possiamo stare un attimo fermi, una voce dentro di noi ci urla “Cosa stai facendo? Non è normale rilassarsi!”. Ci siamo dimenticati del linguaggio del rilassamento. Proprio così; è un linguaggio, che conoscevamo perfettamente quando eravamo piccoli, ma poi ce ne siamo dimenticati.
Osserva i bambini. Sono rilassati di natura. È una qualità implicita e non serve insegnare loro a rilassarsi. Semplicemente sono costantemente in uno stato di abbandono.
Dobbiamo “ricordare”, provocando il risveglio di ciò che eravamo nella nostra infanzia. È un percorso naturale, e accade con semplicità. Possiamo correre tutto il giorno, mantenere vivi i nostri impegni, ma ricaviamoci dei piccoli spazi per ritrovare il nostro angolo di quiete.

E questi piccoli momenti saranno l’attivatore perché questo stato interiore diventi una costante, e rimanga sempre con noi. Perché nel potenziale del rilassamento c’è una grande beatitudine.

Tutti i metodi di meditazione altro non sono che tecniche di rilassamento che ci aiutano a ricordarci l’arte di “lasciarci andare”. Lasciamo la presa, e un profondo stato di benessere ci at- traverserà riportando vitalità e armonia. Ricordiamoci che non serve una grande saggezza per rilassarsi; è già presente, dobbiamo solo attivarla.

Si racconta di un anziano che viveva in un piccolo paesino di montagna. Tutti lo conoscevano e lo evitavano perché era sempre nervoso, rude, scontroso, sempre alla ricerca di qualche cosa. Nessuno lo aveva mai visto sorridere. Un bel giorno al compi- mento del suo ottantesimo compleanno, mentre era al centro del villaggio scoppiò in una risata continua, e il suo viso s’illuminò trasmettendo armonia e serenità.

La gente allora gli si radunò tutta attorno per capire cosa fosse successo. E il vecchio rispose: “Ho inseguito la felicità per ottant’anni, ora che mi son rotto e non la voglio più sono così felice e rilassato da sentirmi come un bambino”.

Il rilassamento è già dentro di noi, è una culla naturale per la felicità; basta semplicemente che ci ricordiamo come risvegliarlo. Ricorda: il miglior modo di rilassarsi è ridendo. Quel sorriso che muove tutto il corpo, che nasce da dentro di noi e non è solo in superficie. Nella risata dimentichiamo ogni condiziona- mento, ogni serietà, ogni addestramento.

Il rilassamento è un linguaggio, uno stato del corpo di naturale abbandono. Permettiamo così all’armonia di ricoprirci con una dolce sensazione di beatitudine.

Approfondimenti: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__crea-il-momento-perfetto-mariotto.php?id=90162

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